Non tutto l’oro è uguale. Quando si parla di gioielli, lingotti o oggetti in oro, una delle domande più frequenti riguarda i carati: cosa significa oro 18K? E 24K? Quale vale di più? E soprattutto: come influiscono i carati sul prezzo dell’oro?

In questo articolo ti spieghiamo in modo semplice la differenza tra i principali titoli dell’oro e come questa incide sul valore finale.
Cosa sono i carati dell’oro
I carati (K) sono l’unità di misura che indica la percentuale di oro puro contenuta in un oggetto. L’oro puro è classficato come 24 carati, cioè 24 parti su 24 di oro (100%). Ma nella maggior parte dei gioielli, l’oro viene legato ad altri metalli (rame, argento, zinco) per renderlo più resistente.
Ecco i principali titoli:
- 24 carati (999‰) → oro puro al 99,9%
- 22 carati (916‰) → oro puro al 91,6%
- 18 carati (750‰) → oro puro al 75%
- 14 carati (585‰) → oro puro al 58,5%
- 9 carati (375‰) → oro puro al 37,5%
Oro 24 carati: il più puro (e il più prezioso)
L’oro 24 carati è quello con la massima purezza. Si trova soprattutto sotto forma di lingotti da investimento o in alcune monete d’oro.
💡 Pro
- Ha il valore più alto per grammo
- E’ ideale per chi vuole investire nel metallo puro
⚠ Contro
- E’ molto morbido, quindi poco adatto alla gioielleria da indossare
- Raramente usato nei gioielli “da uso quotidiano”
Oro 18 carati: il più diffuso nei gioielli
In Italia e in Europa, l’oro 18K (750‰) è lo standard più comune per la produzione di gioielli. Contiene il 75% di oro puro, miscelato con altri metalli per aumentare la resistenza.
💡 Pro
- Buon equilibrio tra purezza e robustezza
- Utilizzato in anelli, bracciali, collane e orecchini
⚠ Valore inferiore rispetto al 24K, ma comunque alto
Oro 14 e 9 carati: più economico e meno prezioso
Alcuni gioielli, soprattutto di produzione estera o più economica, sono realizzati in 14K (58,5%) o 9K (37,5%). Visivamente possono sembrare simili, ma valgono molto meno perchè contengono meno oro puro.
💡 Pro
- Più resistenti all’usura
- Più accessibili in termini di prezzo
⚠ Valore in rivendita più basso
In alcuni paesi (come l’Italia), il 9K non è nemmeno considerato “oro” legalmente, ma “lega aurifera”.

Come influiscono i carati sul prezzo dell’oro
Il prezzo finale che ottieni dipende da due fattori:
- Il peso in grammi
- La percentuale di oro puro (carati)
Esempio:
Hai due anelli da 10 grammi ciascuno, ma uno è in oro 18K e uno in oro 9K.
- Oro 18K (75%): 10 g x 0,75 = 7,5 g di oro puro
- Oro 9K (37,5%): 10 g x 0,375 = 3,75 g di oro puro
Risultato? Lo stesso oggetto pesa uguale, ma vale la metà se ha meno carati.
Come riconoscere i carati del tuo oro
Gli oggetti d’oro autentici sono solitamente marchiati con una punzonatura che indica la caratura:
- 750 = 18K
- 585 = 14K
- 375 = 9k
- 999 = 24K
Da Gold Standard, utilizziamo anche strumenti professionali per verificare caratura e autenticità, nel caso non ci siano marchi visibili.
Conclusione
Sapere quanti carati ha il tuo oro è fondamentale per capire quanto vale davvero. Più è alto il titolo (carati), maggiore è la quantità di oro puro e quindi più alto è il prezzo di vendita.
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